C’è questo spammer russo che imperversa sulle SERP da qualche giorno , con i suoi domini impronunciabili e i testi che sembrano uscire da un tritacarne. Lo si ritrova un pò dappertutto per qualunque tipo di argomento, ma ovviamente non ha nulla da dire, nè da offrire, se non qualche script malevolo o qualche infido cookie.
Pensavo che certe cose (tipo le Catene di Markov) fossero passate di moda tra i Seo Black Hat, che non si potesse finire ancora in prima pagina su Google con quella robaccia automatica, per chiavi come
Non riporto i link alle pagin(acc)e del russo (giusto qualche esempio di URL da YSE) per evitarvi infezioni varie – quei siti lanciano delle robe che il mio browser l’ultima volta si è messo a lampeggiare, poi è morto, si chiamava Chrome..
Ora, se le cose stanno così e basta un trita-testo automatico per rankare su Google, mi sento di dire solo una cosa a Matt Cutts, e a Google in generale, ma la faccio dire da uno che riesce ad esprimere meglio di me questo concetto…
Google has been working on some new algorithms and tools to tackle linkspam and we’d like to ask for linkspam reports from you.
Dopo soli 2 giorni dalla “call for Linkspam reports” – guarda caso – una tremenda penalty -30 si è abbattuta come una mannaia sull’intero network di siti MFA di un nostro affezionato lettore. A nulla gli è valso il ricevere le severe raccomandazioni di Seontology (evidentemente non ha seguito le indicazioni/penitenze suggeritegli ;-D).
E mi giunge voce di altri siti scomparsi dalle SERP sulla sola base di fattori esterni (link) di dubbio valore. Ebbene…cosa possiamo dedurre da questi primi segnali?
Che Seontology porta sfiga ai SEO spammoni? No, anche se un pò me lo auguro…:-D
Che Seontology è arrivata sul Web per avvertire tutti i SEO di quale grande Apocalisse stia per abbattersi su chi insiste ad infrangere i 10 comandamenti di Google (in questo caso quello che intima di non partecipare a “schemi di link“)? Questo si sapeva già.
Che le penalizzazioni per linkspam non vengono inflitte per lo più a livello algoritmico, ma sopratutto a livello manuale (su segnalazione via spam report), oppure con una combinazione delle due ? Ecchissenefrega! Tanto non cambia molto rispetto al risultato finale.
La lezione da trarre è una sola, molto semplice: diamoci dentro gente con lo Spam Report! Questo nobile strumento di purificazione è stato ulteriormente potenziato con l’opzione “linkspam” per darci l’occasione fantastica di bonificare le pagine dei risultati delle ricerche con una portata ed efficacia senza precedenti!
Sento già le urla strazianti di disperazione delle migliaia di Seo spammoni che nei prossimi giorni vedranno sgretolarsi piccoli e grandi imperi digitali costruiti su basi troppo fragili.
Dal nostro canto, se ancora non lo facevamo, prestiamo una rinnovata attenzione ai link che inseriamo (sopratutto nei footer) nei nostri siti. Evitiamo link palesemente fuori tema tessendo fragili ragnatele di link (reciproci magari) tra siti che nulla hanno a che vedere l’uno con l’altro, che magari sono intestati alla medesima persona, o addirittura presentano il medesimo pub-Id di AdSense.
Solo così potrete dormire sonni tranquilli.
Per tutti gli altri, non ci sarà mai pace!
Solo ansia, senso di colpa, paura!
O la flebile speranza di una richiesta di re-inclusione (redenzione post-factum)…
Amen
Per gli appassionati di profezie sull’Apocalisse dei linkSpammer:
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Mi stavo ponendo questa domanda filosofico-teologica e, come di consueto, mi son ritrovato a porre la questione (Is Google God?) ad un motore di ricerca.. La risposta fornita da Bing mi pare molto chiara, sintetica e convincente: