Brand Reputation Management? Una lezione di stile!

by Seo Anziano on 15/01/2010

Questa mattina ho avuto il privilegio di conoscere un prospect intelligente.

Combinazione non erano italiani. Erano tedeschi e parlavano un inglese così tedesco da risultarmi abbastanza incomprensibile nella forma (non nella sostanza, per fortuna.)

Perchè dico intelligenti? Per la serietà e la correttezza con cui mostrano di muoversi sul mercato in cui operano, la qual cosa si riflette nel loro atteggiamento rispetto ai motori di ricerca.

Alla domanda dell’Account Manager, che si accingeva a giocare la carta “Brand Reputation Management“:

“Cosa intendete fare rispetto a quel brutto risultato in 3° pos. su Google?”

il prospect, nella persona del Manager per lo Sviluppo Internazionale  ha risposto, pacatamente e con un sorrisino beffardo:

“Nulla,  possiamo mica impedire alla gente di esprimere le proprie opinioni sul web?!”

Pensavo di non aver capito bene, per via del forte accento amburghese. Ma in realtà era più un problema di condizionamento culturale…
Ci sono aziende e personaggi in italia, che vantano delle SERP rispetto alle quali quella di un Marrazzo fa quasi tenerezza, disposti a pagare decine di migliaia di euro pur di cancellare dai motori ogni traccia del loro passato (oltre che delle opinioni espresse nel web  sul loro conto).

E questi Signori di Amburgo, che fatturano una Ottantina  di milioni all’anno, non intendono spendere un solo centesimo in servizi di Brand Reputation?

Bella lezione di stile. In  tanti anni di lavoro  in Agenzia una risposta del genere non l’avevo ancora sentita.

{ 2 comments… read them below or add one }

Seo Anziano January 16, 2010 at 18:13

Benvenuto Andrea!
Onorato che tu abbia colto il senso finale del post, nonostante la mancanza di dettagli (lavorando in Agenzia, del resto, mi tocca mantenere una certa riservatezza sui clienti, come puoi immaginare)

Posso giusto dirti che il cliente in questione vanta in bella mostra su GG, per la ricerca del proprio brand, il classico snippet “Le bufale di [Brand]” che rimanda ad una lunga e documentata invettiva contro non solo il [brand] (che funge più che altro da “innesco”) ma contro l’intero settore in cui opera il cliente.

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Andrea Moro January 16, 2010 at 12:07

Certo che se davi qualche dettaglio sull’esperienza … in maniera più completa forse ci si capiva meglio.
In fondo però non faccio fatica a credere che qualcuno abbia veramente compreso che forse è più intelligente e saggio offrire servizi di qualità che fregare la gente e nascondersi dietro l’albero.

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